Fondo Startup Veneto: Ottenere fino a 150.000€

Per una startup, trovare finanziamenti è una delle sfide più ardue. Le opzioni tradizionali spesso comportano la cessione di quote societarie in fasi ancora premature o la richiesta di garanzie personali che i founder non sempre possono o vogliono fornire.

In questo contesto, il “Fondo Veneto Competitività – Sezione Start up” rappresenta un’opportunità unica offerta dalla Regione del Veneto. Non si tratta del solito finanziamento, ma di uno strumento innovativo pensato per sostenere concretamente l’avvio e lo sviluppo di nuove imprese sul territorio, senza chiedere garanzie né quote in cambio.

Inoltre NON è necessario essere qualificati come Startup Innovativa

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Non è un semplice prestito: può trasformarsi in un cospicuo contributo a fondo perduto

Il sostegno copre il 100% delle spese di investimento ammesse attraverso un “Finanziamento agevolato” con tre caratteristiche eccezionali: è a tasso zero, non richiede alcuna garanzia personale o reale e la sua provvista è interamente pubblica.

Se l’impresa è in regola con il piano di rimborso, una parte significativa del prestito viene convertita in una “Sovvenzione a fondo perduto” attraverso un meccanismo chiamato capital rebate. In pratica, una quota del debito viene cancellata.

Questa sovvenzione si compone di due parti:

  • Una quota fissa, che è pari al 15% del finanziamento concesso per le piccole imprese e al 10% per le medie imprese.
  • Una quota variabile aggiuntiva, che può arrivare fino a un massimo del 25% e si ottiene soddisfacendo specifici criteri di premialità.

Ecco come si può accumulare la quota variabile:

  • Nuova Occupazione: Si ottiene un +2% per ogni nuovo occupato a tempo pieno e indeterminato assunto in Veneto, fino a un massimo del 20% (corrispondente a 10 nuovi assunti).
  • Sostenibilità Ambientale: Il possesso o l’ottenimento di certificazioni ambientali (come UNI EN ISO 14001, EMAS, Ecolabel) vale un 2% aggiuntivo.
  • Imprenditoria Giovanile/Femminile: Essere un’impresa giovanile, a prevalente partecipazione femminile o con una maggioranza di soci disoccupati svantaggiati garantisce un altro 2%.
  • Rating di Legalità: Il possesso di questo rating aggiunge un ulteriore 1%.

Facciamo un esempio concreto: una piccola impresa ottiene un finanziamento di 100.000€. Dopo 36 mesi, la quota fissa del 15% (15.000€) viene convertita a fondo perduto. Se l’impresa ha anche assunto due persone (+4%), ottenuto una certificazione ISO 14001 (+2%) ed è a maggioranza femminile (+2%), aggiunge un altro 8% (8.000€). In totale, ben 23.000€ del prestito iniziale non dovranno essere restituiti.

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Esiste una “corsia preferenziale” che raddoppia il finanziamento

Il bando non prevede un’unica via d’accesso, ma due percorsi strategici distinti: la “Linea A” e la “Linea B”.

La Linea A è il percorso standard, aperto a tutte le PMI e ai Lavoratori autonomi attivi da non più di tre anni. Questa linea permette di finanziare un programma di investimento con un importo massimo di 75.000,00 euro.

La Linea B, invece, è riservata esclusivamente alle PMI che hanno prima completato un percorso di formazione e accompagnamento di almeno 60 ore presso uno dei “Soggetti qualificati” riconosciuti dalla Regione. Questi soggetti sono Incubatori certificati, Competence Center e Centri di Trasferimento Tecnologico. Chi sceglie questa strada può presentare un programma di investimento fino a 150.000,00 euro.

CONSIGLIO: Scegliete la linea A perché più semplice e con meno vincoli.

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Non solo startup innovative: le porte sono aperte a (quasi) tutti i settori

Un errore comune è pensare che i fondi per le startup siano un’esclusiva del mondo high-tech, del software o del digitale. Il Fondo Startup Veneto sfata questo mito, aprendo le porte a un’ampia platea di nuove imprese.

Il bando è infatti accessibile a un’ampia gamma di settori economici. Sono ammesse le imprese che operano, tra gli altri, nei seguenti settori (identificati tramite codice ATECO 2007): attività manifatturiere (sezione C), costruzioni (F), commercio all’ingrosso e al dettaglio (G), trasporto e magazzinaggio (H), servizi di informazione e comunicazione (J), attività professionali, scientifiche e tecniche (M) e noleggio e servizi di supporto alle imprese (N).

La flessibilità si estende anche alle spese ammissibili, che coprono le reali esigenze di crescita di una giovane impresa. È possibile finanziare:

  • Macchinari, hardware e arredi: L’attrezzatura necessaria per avviare o potenziare la produzione, incluse le spese di trasporto e installazione.
  • Software, siti web ed e-commerce: Investimenti per la digitalizzazione, dalla gestione interna alla presenza online.
  • Registrazione di marchi e brevetti: Spese per proteggere la proprietà intellettuale, un asset cruciale per ogni startup.
  • Ottenimento di certificazioni: Costi per acquisire certificazioni di qualità o ambientali che aumentano la competitività.
  • Opere murarie e impiantistica: Interventi di manutenzione e adeguamento degli spazi operativi (fino a un massimo del 20% dell’investimento).
  • Spese di Marketing: Campagne di comunicazione per lanciare o promuovere prodotti e servizi (fino a un massimo del 10% dell’investimento).

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